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La Storia del centro intercomunale

Il 19 giugno 1996 l'Alta Versilia è stata interessata da un evento meteorologico eccezionale, in occasione del quale si sono registrati valori di intensità di pioggia fra i più alti in assoluto nella storia degli eventi importanti del nostro paese.
"Una bomba meteorologica"" che dal mare si è incuneata nel vicino complesso montuoso che per forma, posizione e dimensioni ha funzionato da innesco e ha scaricato nell'arco di dodici ore 474 mm di pioggia in un solo pluviometro.
A seguito di questo evento la struttura amministrativa del territorio, in quella occasione certamente inadatta e impreparata ad affrontare tale situazione, acquisì sul campo la consapevolezza della necessità di un servizio comunale che potesse far fronte tempestivamente e con successo operativo a tali evenienze; evenienze che peraltro nell'ultimo decennio si sono ripetute con cadenza biennale in Versilia ('92 - '94 - '96 - '98 - 2000 - 2004).
L'Amministrazione Comunale, superata l'emergenza alluvione, ritenne indispensabile dotare il Comune di una struttura operativa autentica di protezione civile, e faticosamente, cercando innanzitutto di costruirsi una mentalità "pubblica" di protezione civile, iniziò a organizzare luoghi e momenti di formazione e a teorizzare l'istituzione e l'organizzazione di una struttura comunale intesa come servizio continuativo per la popolazione. L'occasione fu data dall'esercitazione nazionale annuale delle Misericordie d'Italia, svoltasi a Seravezza nel settembre '96, tre mesi dopo l'alluvione, a completamento degli interventi del volontariato sul territorio colpito. In tale circostanza un'idea progettuale fino ad allora abbastanza vaga cominciò a concretizzarsi in una volontà di collaborazione tecnica e organizzativa, che venne sposata dal Comune e supportata finanziariamente -tra l'altro- con un contributo dei "Lyons Club Multidistretto 104".

L'idea del Centro Intercomunale di Protezione Civile parte intanto dal presupposto che l’aspetto meteorologico è di estrema rilevanza ai fini della salvaguardia dei cittadini nell’ambito del rischio idrogeologico. Con l'analisi dei precursori eseguita in una sala operativa appositamente costituita si ritiene possibile allertare la macchina operativa comunale e intercomunale prima che l'evento si scateni in tutta la sua eventuale violenza distruttiva.

E’ infatti da quest'ultima considerazione che allora cominciò a svilupparsi la configurazione definitiva dell’idea originaria: la struttura operativa che trovò accoglienza in alcuni locali di proprietà comunale.

La prima riflessione immediatamente seguita alla nascita del centro fu che, oltre alla capacità di prevedere gli eventi e i suoi scenari, esisteva l'assoluto bisogno di garantire una tempestiva informazione alla cittadinanza in caso di emergenza, nonché di assicurare la compiuta formazione della popolazione stessa sia sotto il profilo delle conoscenze sia sotto il profilo dei comportamenti da tenere in caso evento calamitoso.

Naturalmente si trattava in pratica di applicare la pianificazione di emergenza del metodo Augustus, provvedendo pertanto ad individuare i rischi, le zone soggette a rischio, le aree sicure (di attesa e di ricovero della popolazione e quelle di ammassamento dei soccorritori). Si trattava poi di individuare i responsabili ed i componenti le funzioni di supporto e quant’altro è previsto nel metodo sia per formare e aggiornare il piano sia per far fronte a eventuali emergenze con professionalità ed efficacia.